NOTE IN VIAGGIO

Accettando, ben volentieri, l'invito di Padre Ermanno Savarino, che in Veneto ha mosso i primi passi come padre missionario della Consolata, il coro Tatanzambe è partito alla volta del Portogallo per trascorrervi una settimana a cavallo di capodanno presso la sua nuova comunità di Agualva - Cacèm, città - dormitorio alle porte di Lisbona.

Un'esperienza di vita comunitaria cui hanno partecipato una quindicina di coristi con in testa la maestra Roberta, accompagnati da alcuni amici e familiari.

Fin dal nostro arrivo all'aeroporto di Lisbona, alla spicciolata dal 28 al 30 dicembre, l'accoglienza da parte di Padre Ermanno, Padre Bernard Obiero e dei loro confratelli si è dimostrata delle più calorose, e certo non solo per il mite clima lusitano.

Se la sistemazione nelle camere della casa nella Quinta do Castelo, ubicata accanto alla strada più trafficata d'Europa, risulta piuttosto spartana, il vitto raggiunge le più alte cime della cucina italo-portoghese....all'immancabile zuppa come entrée fanno seguito abbondanti e ottime portate create dall'estro gastronomico di Fratel Gerardo.

I posti a tavola non sono fissi e così si ha l'occasione di parlare con quasi tutti i convitati, compresi i cinque seminaristi - tre africani e due sudamericani - che anche in altri momenti della giornata, specie alla sera nel salone riscaldato da una stufa a pellet, rubano tempo alla preparazione degli imminenti esami universitari pur di conoscerci e confrontarsi con noi su varie tematiche. C'è però chi invece di chiacchierare, preferisce giocare a carte o con i bambini che con la loro vivace presenza hanno caratterizzato e allietato le nostre giornate.

Ogni giornata inizia con la preghiera nella cappella della casa, durante la quale c'è anche il tempo per una breve riflessione personale e l'espressione delle proprie intenzioni. Lingua ufficiale l'italiano, ma il vangelo quotidiano è letto anche in portoghese vista la presenza dei seminaristi.

I primi giorni, oltre alle prove per i due concerti in programma il 30 e 31 dicembre, andiamo alla scoperta di alcune realtà nei dintorni, dove i missionari e le missionarie della Consolata sono presenti da molti anni e dove, insieme con alcuni laici, stanno portando avanti progetti di inclusione sociale, come quelli proposti dall'associazione Caza Zambujal che opera in un quartiere ad alto tasso di immigrazione e disoccupazione e il cui slogan è "Juntos a transformar o Mundo....".

Nella chiesa di São Josè, parrocchia di Algueirão, si è tenuto il nostro primo concerto, il cui titolo "Alegria da Missão" richiamava i temi dell'enciclica di Papa Francesco "Evangelii Gaudium". Assieme al coro dei giovani della locale parrocchia e a quello dei laici missionari ad GENTES abbiamo proposto un repertorio di canti e sonorità tipici di alcuni dei paesi dove i missionari della Consolata annunciano e vivono il Vangelo. E' stata una bella serata, al termine della quale abbiamo contribuito a sostenere i progetti avviati dai laici in terra di missione attraverso l'acquisto del loro cd "Nzi Bongile" e del diario dell'esperienza vissuta da due di loro in Costa d'Avorio.

La mattina dell'ultimo dell'anno siamo andati a Fatima dove, dopo aver pranzato al sacco in una sala dell'Hotel Consolata, abbiamo visitato il santuario, la cui storia ci è stata tratteggiata dal seminarista brasiliano Leandro Baseggio. Al rientro in hotel ci siamo preparati per il veglione di Capodanno durante il quale abbiamo animato il cenone nonché la messa celebrata in una cappella della struttura alberghiera. Dopo lo scambio dei rituali auguri di buon anno alcuni sono andati subito a letto mentre altri sono tornati al vicino santuario per recitare una preghiera.

Come il giorno prima in Algueirão, anche a Fatima è stato bello ed emozionante incontrare e riabbracciare persone conosciute qua e là in giro per il mondo... padri, seminaristi, laici e semplici amici con i quali abbiamo incrociato le nostre vite solo per un momento o per lunghi periodi.

Dopo la prima colazione del 2017, mentre i padri e i seminaristi rientravano subito a Cacèm dovendovi celebrare le messe mattutine, il grosso della compagnia decideva di visitare la vicina cittadina fortificata di Obidos, con rientro in sede giusto per partecipare alla messa serale nella ormai nota chiesa di São José di Algueirão, presieduta dal nostro capo spedizione Padre Piero Demaria, al termine della quale alcuni parrocchiani ci hanno gentilmente riaccompagnati a casa con le loro auto.

Ormai liberi da impegni canori, gli ultimi due giorni sono stati dedicati al relax e alle visite nei dintorni.

Il lunedì sera, al rientro dal giro a Lisbona, abbiamo avuto la gioia di ricevere Padre Antonio Fernandes che nel 2004 aveva accolto alcuni di noi a Roraima (Brasile) aiutandoci a vivere la nostra prima esperienza missionaria. E a lui, dopo la messa e la cena assieme, abbiamo dedicato alcune canzoni nella sala prove.

Il martedì sera, dopo aver ammirato le fiabesche residenze estive dei reali lusitani nella vicina Sintra, ci siamo riuniti nella cappella della Quinta, dove ognuno ha potuto liberamente esprimere le p

roprie impressioni sull'esperienza ormai giunta al termine. Sono unanimemente emersi il ringraziamento per l'accoglienza ricevuta (sia da parte dei missionari sia di chi li ha aiutati nel preparare e nel gestire la nostra simpatica invasione), l'importanza di semplici incontri come questo per costruire e mantenere le relazioni sentendosi famiglia pur con le relative difficoltà e incomprensioni dovute anche alle distanze, il fatto che non è necessario viaggiare in terre lontane per vivere la missione, potendola realizzare anche con il nostro vicino.

La serata si è poi conclusa salutando chi di noi avrebbe lasciato il Portogallo di prima mattina, mentre il resto del gruppo si sarebbe imbarcato nel primo pomeriggio... arrivando a Venezia con quattro ore di ritardo, accolti dal gelo polare della laguna veneta ma con nell'animo ancora le calde vibrazioni delle note che ci hanno accompagnato nell'incontro con gli amici portoghesi!

Marco Purin


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