PELLEGRINAGGIO A TORINO


Dal 9 all’11 ottobre abbiamo colto l’invito di Padre Osorio e Ricky di fare un pellegrinaggio a Torino per conoscere da vicino i luoghi in cui ha vissuto e operato Beato Allamano, fondatore dei missionari della Consolata.

I padri della casa madre ci hanno ospitato durante il soggiorno. Arrivati, dopo un breve pranzo al sacco, ci siamo recati in chiesa sulla tomba del Beato Allamano per una preghiera.

In seguito col tram siamo andati nel centro della città con Cristina, simpaticissima guida e collaboratrice della Consolata. Abbiamo visitato il Santuario della Consolata di cui l’Allamano fu a lungo il rettore, al suo interno, oltre al quadro originale e “miracoloso” della Vergine Consolata, si trova la tomba di San Giuseppe Cafasso confessore dei carcerati, detto il “Santo della forca” poiché la sua missione era quella di accompagnare i condannati a morte nel loro ultimo viaggio. Proseguendo abbiamo visitato il duomo dove viene esposta la Sacra Sindone, Piazza S. Carlo dove si ergono le residenze dei Savoia, Piazza Castello detta del mercato, da cui si scorgeva la Mole Antonelliana; siamo inoltre passati per le vie in cui si trova l’istituto Cottolengo che ospita circa 7000 persone ammalate o disabili gravi.

Infine abbiamo visitato il museo dedicato alla figura di Don Bosco per comprendere la sua realtà missionaria svolta tra i ragazzi poveri di periferia e di campagna, abbandonati a se stessi, senza scolarità e lavoro, e le strutture da lui realizzate per accoglierli.

Alla sera tornati alla casa, abbiamo cenato in un refettorio, immergendoci in un’allegra atmosfera antica allietata dai racconti di Elio dei tempi vissuti nell’ex collegio della Consolata di Biadene a villa Pisani. Abbiamo inoltre fatto delle singole presentazioni, poiché non ci conoscevamo bene. Terminata la cena una coppia di Torino, carissimi amici di Padre Osorio, ci hanno raccontato la loro esperienza in Africa, trasmettendoci la loro nostalgia per una bellissima esperienza missionaria. Il giorno seguente, dopo la preghiera del mattino, svolta in una cappelletta simile a quella di Milaico, siamo partiti per Rivoli per visitare la casa, dove il Beato Allamano da malato, ha fatto voto alla Madonna che se nel caso in cui fosse guarito avrebbe fondato le missioni. All’interno del giardino vi si trova una mostra fotografica in cui vengono raffigurati i padri missionari fondatori e le popolazioni indigene.

A Castelnuovo don Bosco ci attendevano Padre Gianpaolo missionario in Corea e Padre Valeriano missionario in Brasile, rientrato da due anni in Italia per seguire i lavori di ristrutturazione della casa natale del Beato Allamano. Nel cortile veniamo accolti dalla sua statua sotto cui si trovano 5 fontanelle rappresentanti i continenti. A sinistra un'altra statua proveniente dal Brasile raffigurante il beato con il globo in mano ed a fianco la Consolata con il Bambino. L’antica stalla all’interno della casa è stata adibita a chiesetta. Nella mangiatoia originale è posto Gesù Bambino. L’altare rotondo è stato ricavato dal coperchio della bara del Beato. Ai piani superiori la camera natale e quella dove riposava suo cugino San Giuseppe Cafasso. Nel pomeriggio abbiamo visitato la casa del Cafasso in ristrutturazione, allestita per accogliere gruppi di giovani per attività e ritiri. Dalla cantina è stata ricavata una chiesetta dedicata al Santissimo con un bellissimo bassorilievo che rappresenta dal basso un seme che muore, dal quale nasce la spiga e sopra l’ostia. Da una grotta ex ghiacciaia è stato ricavato un confessionale.

Immersa fra le colline di vigneti del Monferrato, in un paesaggio dai colori autunnali, vi sono Asti e Vezzano, dove abbiamo visitato un’abbazia romanica. Entrati siamo stati accolti dall’esecuzione di un canto gregoriano. La chiesa era impreziosita da un ponticello raffiguranti i padri Apostoli, non solo Marco, Luca, Giovanni e Matteo, ma anche quelli dei vangeli apocrifi.

Alla sera eravamo attesi per la messa, alla parrocchia in un quartiere multietnico di periferia dove opera da circa due anni Padre Godfrey. Entrati nel cortile dell’oratorio vi erano circa una quindicina di ragazzi. Con alcuni di loro Ricky, Claudiu e Aldo scambiarono amichevolmente quattro calci a pallone. La struttura è enorme, ospita un asilo, circa 50 migranti, l’oratorio e ambienti per attività ludiche e di ballo.

La messa è stata celebrata vivacemente dai nostri sacerdoti e da una calorosa accoglienza da parte dei parrocchiani; alla fine i due Padri si sono diretti all’uscita per salutare uno ad uno i fedeli!

Durante la cena, Padre Godfrey ci ha raccontato la vita non semplice di un missionario in un quartiere disadattato, nell’ultimo anno ha subito ben 23 furti, ma che è anche circondato da persone volenterose di migliorarlo.

La domenica mattina abbiamo visitato una casa di riposo che ospita i Padri missionari anziani. Anche qui in una struttura adiacente è stato aperto nei primi giorni di ottobre un centro di accoglienza migranti. La cosa che ci ha colpito è stato l’incontro con Padre Testa, in partenza per l’Albania. Dovrà assolvere un compito delicatissimo in “incognito come laico”, la sua mansione sarà quella di fare da pacificatore tra famiglie in cui vige il principio della “vendetta”: se un uomo viene ucciso, la famiglia della banda rivale può avvalersi di uccidere un membro dell’altra famiglia fino alla terza generazione di maschi. Per cui ci sono uomini che vivono per anni barricati in casa! Escono solamente le donne. Ne conseguono situazioni di alcolismo e percosse.

Tornati alla casa madre, abbiamo visitato il suo interessantissimo museo etnografico. Ricco di reperti storici, teschi, lance, utensili, ornamenti, indumenti, maschere e statue. (una curiosità perfino Piero e Alberto Angela ricorrono a queste ricchezze per realizzare i loro programmi tv sull’argomento).

Attraverso i racconti e aneddoti di Padre Quattrocchio sugli usi e costumi delle molteplici tribù delle popolazioni africane e sud americane, abbiamo compreso il carisma missionario dei Padri della Consolata. Si sono avvicinati a queste genti, standogli vicino e condividendo i loro usi e costumi, evangelizzando senza imporsi e senza battezzarle forzatamente.

Visitare questi luoghi ci ha chiarito il collegamento fra le figure che provengono da queste terre. San Cafasso confessore di Don Bosco e cugino del Beato Allamano, il quale è “figlio” spirituale di Don Bosco. Essi condividendo il carisma missionario hanno “fatto il bene nelle cose ordinarie e senza rumore”.


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