Camminando sulle orme di san Francesco d’Assisi


Eccoci rientrati da un intenso e sorprendente viaggio che ci ha visti percorrere a piedi, zaino in spalla, la Valle Santa reatina, sulle orme di san Francesco, lungo un itinerario che ha avuto come punto di partenza ed arrivo la città di Rieti, umbilicus Italiae. Eravamo un bel gruppo di giovani della zona di Vittorio Veneto e Nervesa, accompagnati da due padri missionari della Consolata, Ermanno e Piero. Intorno alla città di Rieti si snoda infatti un itinerario pressoché circolare, lungo il quale si trovano molti dei luoghi dove san Francesco è passato lasciando una traccia che ancora oggi si respira nella pace e nel silenzio. Passando per Fonte Colombo siamo giunti all’incantevole borgo medievale di Greccio, dove abbiamo celebrato la messa all’interno della grotta del primo Presepio. Poi siamo giunti a Poggio Bustone, paese a circa 700 metri s.l.m., da cui si ammira uno splendido panorama che si affaccia sulla Valle reatina; in questo paese, secondo la tradizione, Francesco entrò rivolgendo alla popolazione il celebre saluto “Buongiorno, buona gente!”. Abbiamo inoltre visitato il Santuario de La Foresta, che oggi accoglie la Comunità “Mondo X” aperta a giovani ex tossicodipendenti. Il nostro cammino è stato faticoso dal punto di vista fisico, alcuni giorni abbiamo percorso circa 30 km sotto il sole cocente e, talvolta, con poche fontane dove poterci refrigerare. Tuttavia questo ci ha permesso di sperimentare la gioia di un semplice bicchiere d’acqua fresca offertoci da quelle persone che la Provvidenza ha messo sul nostro cammino, le quali non hanno esitato ad aprirci le porte della loro casa per darci una fetta d’anguria, una busta piena di susine appena raccolte, un’indicazione preziosa per proseguire il cammino, a volte anche un breve passaggio su qualche mezzo rudimentale per portarci un po’ avanti quando la stanchezza si faceva sentire.

Inoltre, proprio grazie a questa fatica, noi tutti abbiamo apprezzato ancor di più la bellezza dei luoghi, consapevoli che ci eravamo giunti con i nostri passi, insieme ai nostri compagni di viaggio… sì, perché il cammino ce lo siamo gustato insieme, aspettandoci, fermandoci, sbagliando strada… ma sempre nello spirito della condivisione. Questo “camminare insieme” ci ha permesso di instaurare o rafforzare relazioni spontanee e vivaci tra noi, cercando di togliere ognuno le proprie maschere e di andare incontro all’altro.

Prezioso compagno di viaggio di ognuno di noi è stato anche il silenzio, quel raccoglimento che ci ha permesso, immersi nella natura, di metterci in ascolto di noi stessi. Siamo partiti con un denominatore comune, che è il profondo desiderio di ricercare la bellezza nella nostra vita. Oltre ad avere tutti zaino, scarpe buone e frutta secca, infatti, ognuno di noi portava nel cuore alcune domande, a cui sperava di dare risposta attraverso il cammino. Abbiamo accettato di coinvolgerci in qualcosa di nuovo certi che non saremmo rimasti delusi.

Una volta ritornati a Rieti, infine, il nostro itinerario è proseguito, in macchina, verso Assisi, tappa conclusiva del viaggio, dove abbiamo cominciato ad assaporare i frutti del cammino fatto nei giorni precedenti. Abbiamo sostato in preghiera alla Porziuncola, abbiamo aperto i nostri cuori davanti al Crocifisso di san Damiano, ci siamo emozionati di fronte all’affascinante Basilica Superiore.

Torniamo a casa con delle risposte, o perlomeno delle piccole luci che potranno orientare il nostro cammino d’ora in avanti, certi che quella voce che abbiamo ascoltato nel silenzio del cammino è la voce più profonda e vera di noi stessi, la voce di Dio che parla alla nostra vita e la riempie di senso. Ora, infatti, l’itinerario a piedi è concluso, ma il nostro “Cammino” continua… la vita quotidiana ci aspetta, e con essa la sfida più grande: fare tesoro di quelle risposte (almeno intuite) alle domande con cui eravamo partiti. Solo così potremo dire che il nostro viaggio è davvero riuscito.

#campi #giovani

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